consorzio bonifica

Il voto degli agricoltori cambia la storia

L’agricoltura è la vera forza della provincia di Foggia, l’ulteriore conferma si è avuta dai numeri che sono riusciti a mobilitare le elezioni per il rinnovo del consiglio d’amministrazione del Consorzio di bonifica della Capitanata (un tempo deputazione amministrativa). Parliamo di un ente che conta oltre 95mila soci “aventi diritto”, 60mila ufficialmente iscritti nelle liste elettorali al netto di inadempienze, morosità eccetera. Erano elezioni “vere” per la prima volta in quasi cento anni, le incognite alla vigilia sulla partecipazione al voto apparivano più che giustificate. Al termine di una giornata (10 ottobre 2021) che ha mobilitato centinaia di persone per l’organizzazione dei seggi, il dato sembra più che lusinghiero: oltre 9600 votanti e una partecipazione assolutamente inedita che apre spiragli di novità in un settore legato a una visione arcaica del mondo agricolo e in special modo in alcune aree rurali del Foggiano. Il dato merita una sua rilevanza soprattutto se si tiene conto che il voto finalmente partecipato nel maggior ente di rappresentanza degli agricoltori foggiani, può sbloccare dinamiche finora inesplorate e aprire più ampi spazi di influenza del mondo agricolo nella politica e nel mondo delle istituzioni. Oggi l’agricoltura foggiana, che produce il 13% del Pil (prodotto interno lordo) della provincia di Foggia continua a essere la ruota di scorta di quella cosiddetta “classe dirigente” che ha incarnato per anni il potere locale muovendo dalle economie del mattone e del commercio. Fino a quando la rappresentanza agricola rimarrà confinata negli ambiti delle organizzazioni di categoria, il punto di vista degli agricoltori su tematiche cruciali come il collocamento agricolo, le migrazioni, il caporalato, l’export, il rapporto con la Grande distribuzione organizzata e il sottoprezzo continueranno a essere affrontate per delega.
L’agricoltura non ha voce non solo per tutelare i propri interessi, ma anche per difendersi da se stessa. E’ noto il danno d’immagine arrecato dal caporalato a tutto il tessuto produttivo foggiano, importanti e meritorie campagne come quella del gruppo Megamark (“Jamme”) e di Coop a salvaguardia dell’arruolamento dei migranti nei campi non in condizioni di schiavitù, hanno soltanto contribuito a stingere la macchia nera che continua a gravare sul mondo agricolo dauno. Un danno d’immagine che colpisce l’agricoltura foggiana nel suo insieme, ma siamo sicuri che ogni agricoltore meriti di portare per un breve o più lungo tratto quella croce?

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