Statale 16

La statale 16 e il “Mostro” del traffico locale

Si corre troppo sulla statale 16 e si muore con una cadenza disarmante sui 25 chilometri del famigerato tratto fra Foggia e San Severo: un uomo di 44 anni l’ultima vittima il 17 giugno scorso. Ma l’ultimo grave incidente risale al 14 settembre: “solo” un ferito grave con tanto di intervento dell’elisoccorso. Gli scontri, i feriti, le vite perdute non sembrano scalfire i piani dell’Anas che ora viaggia spedita sul progetto di messa in sicurezza della strada. Ovvero il mantenimento della carreggiata a doppio senso di marcia proprio com’è ora. Inutili dunque appelli e sit-in: non ci sarà il raddoppio della sezione stradale, nessuno spartitraffico che avrebbe scongiurato, ad esempio, il “frontale” in cui morirono Salvatore Di Carlo e Antonio Di Iorio, 25 e 26 anni, andati a sbattere contro un Tir il 12 febbraio 2021. Eppure sulla statale 16 i tratti a quattro corsie non sono un’eccezione, la Maglie-Otranto di 14 chilometri, aperta quasi cinque anni fa nasce così come del resto la Foggia-Cerignola realizzata ancor prima. Sulla Foggia-San Severo l’intervento sembra proprio da braccino corto, tutto lascia intendere che nonostante tutta l’attesa e i morti, bisognerà accontentarsi.
Eppure ci sono voluti quattro anni per approdare alla conclusione che i lavori vadano fatti e che dunque ora non ci sia più tempo da perdere in ripensamenti, questo il senso della stretta di oggi. Un’urgenza che ha convinto il consiglio comunale di San Severo ad approvare il piano dell’Anas pur tra non poche riserve. «I tecnici dell’Anas hanno individuato nella promiscuità di quel tratto stradale, fra mezzi agricoli che transitano dalle campagne vicine, le auto e i Tir sulla statale il vero tratto di pericolosità di quell’arteria. All’epoca quando l’Anas cominciò a occuparsene, nel 2017 – dice il sindaco di San Severo, Francesco Miglio – fu fotografata quel tipo di situazione. Già il fatto che ci siano voluti quattro anni per approdare a un progetto definitivo la dice lunga sull’urgenza avvertita dall’Anas per far partire l’iter. Abbiamo ritenuto non fosse il caso di tergiversare oltre, altrimenti saremmo andati incontro a uno stallo ingiustificabile. Già ora, se tutto andrà bene, con i lavori che porteranno via altri due anni non avremo la strada pronta prima del 2024».
L’urgenza è adesso far partire i lavori entro dicembre 2022 pena la perdita dei 130 milioni già stanziati. Insomma gli automobilisti della Foggia-San Severo dovranno viaggiare su quella roulette russa almeno per un altro anno abbondante. Ma poi cosa se ne faranno di una strada uguale a quella attuale, con qualche svincolo in meno? Per evitare le numerose immissioni a raso dai poderi l’Anas ha previsto una serie di complanari su cui far confluire il traffico locale. Dunque non l’alta velocità e nemmeno l’ossessiva presenza dei Tir, i rischi maggiori sulla Foggia-San Severo. Ma il traffico locale. Come quando Roberto Benigni, regista del “Mostro”, fa dire al suo protagonista intrappolato nell’auto: “Il pericolo maggiore di Palermo? E’ il traffico”. Per limitare i rischi il Comune di San Severo chiede che almeno il transito delle auto sulla “16” si sposti sull’A14: «A un costo simbolico di 20 centesimi per il pedaggio – dice Miglio – sono sicuro che per quante auto transiteranno sul percorso alternativo alla fine la società Autostrade ci guadagnerà pure».

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