Parking Gino Lisa, l’aeroporto di Foggia ha il futuro assicurato


E’ diventato un comodo parking per equipaggi e passeggeri di transito, l’aeroporto Gino Lisa. Di turisti neanche a parlarne, poche decine quelli finora arrivati e comunque il dato non sembra essere rilevante per Aeroporti di Puglia. Che invece sottolinea quel numero – 241 – ovvero tutti i velivoli atterrati nello scalo foggiano dall’estate scorsa, da quando cioè la pista è stata riaperta a beneficio del traffico di aviazione generale. Così i piloti diretti a Pontecagnano, Napoli, Pescara, nello stesso Karol Wojtyla di Bari Palese – e che non trovano posto per i loro Cessna in questi scali – vengono a Foggia a parcheggiare. «Siamo diventati il garage di Napoli», la giusta sintesi di Sergio Venturino, imprenditore e anima del comitato Vola Gino Lisa. Aeroporti di Puglia invece sottolinea il dato con estrema soddisfazione, è questo il nuovo corso del Gino Lisa altro che le noiose richieste sull’attivazione di nuovi voli di linea da e per Foggia. Lo rivela il vicepresidente Antonio Vasile, secondo cui sul vecchio Gino Lisa graverebbero ancora troppi vincoli: ora, ad esempio, a Bari ci si interroga con preoccupazione sulla sesta categoria mancante dell’antincendio. E noi che credevamo di aver risolto tutto con la pista più lunga… In fondo era questo l’obiettivo di quei lavori: far cassa con i voli privati. E il rilancio dello scalo con voli di linea? Ma quelli sono argomenti ormai superati. Per la Regione siamo i soliti piagnucoloni, a Bari e Brindisi viaggiano su altre mete, lì i voli e i passeggeri si moltiplicano perché «c’è mercato» per dirla con il governatore Emiliano. Di queste cose continuano solo a parlarne quei poveri illusi del comitato e pochi altri che si ostinano ancora a chiedere «soluzioni» alla Regione e alla sua società controllata. Ma aspettare che sia la Regione a riaprire anche ai foggiani il Gino Lisa sarebbe come ottenere un prestito da Paperon dè Paperoni e poi sono trent’anni che si va avanti così pur tra migliaia di variazioni sul tema. Ora il refrain è: “C’è la pista più lunga, ma sono le compagnie a non voler venire”. Inutile forse a questo punto domandarsi – come ha fatto l’imprenditore Fabio Porreca – perché la Regione abbia creato le condizioni per stimolare la domanda su secondi scali anonimi di Cipro, Creta, Danimarca e non abbia lo stesso interesse a farlo su Foggia. Ma a Bari, statene certi, ci sarà sempre qualcuno pronto a imbarcarsi sui voli per località amene tipo Pafo e Billund, dal Gino Lisa invece chi mai potrebbe pensare di recarsi fino a Milano con l’aereo? Eppure la mano tesa degli operatori locali c’è, il presidente di Federalberghi, Gino Notarangelo, propone camere scontate per agevolare i pacchetti soggiorno+volo dei tour operator nelle località turistiche della riviera garganica. Possibile che Aeroporti di Puglia non riesca a individuare un indizio di buona volontà del territorio nemmeno da questi segnali? La «reunion» di lunedì 15 dei comitati riuniti da Vola Gino Lisa si è trasformata in un patibolo per il povero Vasile, colpito (e non affondato) dalla politica, in particolare dai 5 stelle, che continuano a picchiare duro, non supportati dai colleghi degli altri schieramenti. Ma che volete, la storia da queste parti non insegna: ci sarà sempre qualcuno che approfitterà di queste (ataviche) debolezze della politica per tenere nell’angolo Foggia e i foggiani…

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