Mimmo Rollo, l’uomo dei sogni: teen-ager e mamme di Puglia ringraziano

E’ stato l’uomo dei sogni, Mimmo Rollo, l’impresario della bellezza che ha abbassato il sipario la sera del 22 in una piovosa giornata di novembre. Si è spento che non aveva nemmeno sessant’anni, l’uomo di “Miss Italia” dallo sguardo triste. La sua messa d’addio con gli amici più cari è stato una sarabanda di ricordi e di emozioni con tanto di jam-session di musica jazz davanti al feretro. Lui avrebbe pensato che fosse anche quello un momento per far baldoria. Amava la vita Mimmo Rollo, gli piaceva la musica, lo spettacolo e i viaggi, così lo dipingono gli amici più cari. Aveva il gusto dell’impresa, gli piaceva giocare e non a caso aveva scelto il mestiere dello svago come luogo degli affari. Ma non perdeva di vista numeri e conti della sua giovane attività, specie nei primi anni del suo mandato di “esclusivista” per la Puglia. Ha costruito carriere, incoraggiato la speranza di sfondare nel camaleontico mondo dello spettacolo. Intere generazioni di teen-ager e di mamme al seguito (a volte più motivate delle stesse ragazze) si sono messe in gioco con lui attraverso la girandola del concorso più nazional-popolare che la storia della tv ricordi. A milioni gli ascolti su Raiuno per la serata finale e nelle piazze, in quel marchio la storia di cinquant’anni del costume italiano. L’abilità dell’imprenditore foggiano è stata quella di salire su quel carrozzone variopinto e di rimanerci per oltre vent’anni, la Puglia e più tardi il Molise i suoi territori a “caccia” di ragazze da trasformare in bellezze da passerella. Attraverso le sue innumerevoli serate in giro per la Puglia ha costruito vite, emozioni, immagini sfolgoranti anche solo di chi partecipava alla festa senza ricoprire ruoli di primo piano. Le “Miss” sfilavano un po’ ovunque, dalle grandi città ai piccoli centri: la pervasività del concorso si affermò subito in quegli anni (1996 e seguenti), al punto da far apparire come uno sbiadito ricordo il monopolio barese che l’aveva preceduto.
Il boss Enzo Mirigliani apprezzò ben presto le doti di questo manager silenzioso, venuto dal Sud e da una città come Foggia che di primo acchito non ti regala emozioni: lui le ha regalate alla sua gente. Sono stati anni ruggenti anche per la femminilità foggiana di questa terra, esplosa a Salsomaggiore con il profilo cinematografico di Manila Nazzaro (qualcuno azzardò: “somiglia alla Loren”) nel 1999 e, qualche anno più tardi, con l’ammiccamento austero di Chiara Tribuzio che si fermò al terzo posto. La Puglia aveva un presidio fisso in quel concorso che segnava (oggi un po’ meno) le stagioni dello star-system. Mimmo Rollo se n’è andato sui titoli di coda di un fenomeno sociale, il vuoto lasciato tra la sua gente è un senso di smarrimento che la giornata uggiosa scelta per l’addio rappresenta perfettamente.

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