Bye bye Dattoli, ma Telesforo si augura che non sia finita

Bye bye Policlinico di Foggia, Vitangelo Dattoli vira su Acquaviva delle Fonti e riprende il suo posto alla direzione sanitaria dell’ospedale Miulli vent’anni dopo averlo lasciato. L’ex direttore generale dei “Riuniti” – finito ai domiciliari il 13 dicembre scorso nell’ambito di un’inchiesta della Procura foggiana su un presunto giro di appalti truccati per il trasporto aereo di organi – non immaginava di dover interrompere così repentinamente il lungo periodo di aspettativa. E’ tornato in quello che è stato il suo primo importante incarico di una carriera costellata di direzioni ai vertici della sanità pubblica (tra le altre, dieci anni alla guida del Policlinico di Bari). «E’ un uomo libero – risponde l’avvocato Antonio La Scala – dopo aver rassegnato le dimissioni, il dottor Dattoli è tornato dal suo vecchio datore di lavoro. Nulla di più normale. L’inchiesta farà il suo corso, abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura foggiana».

Lo strappo, traumatico, è avvenuto nel pieno di un nuovo e impegnativo incarico, forse il più difficile e totalizzante degli altri, dal momento che la Regione aveva affidato al manager di Triggiano la ricostruzione di quello che è a tutti gli effetti un ospedale-cantiere da dieci anni, riferimento di un’area di oltre 500mila abitanti. Dattoli (nella foto con il direttore amministrativo Michele Ametta) dopo quattro anni dall’insediamento nell’ottobre 2017 avrebbe dovuto varare poco prima dell’arresto due innovazioni epocali all’interno della cittadella ospedaliera: il trasferimento del pronto soccorso nel nuovo palazzone «Deu» (dipartimento di emergenza-urgenza) e l’abbattimento di quel che resta del «monoblocco» ovvero il corpo centrale e storico dei vecchi Ospedali Riuniti che una relazione dei primi anni Duemila dell’ingegner Sylos Labini dichiarava «a rischio di stabilità». Il tutto mentre c’è di mezzo ancora la pandemia da arginare, con i ricoverati che aumentano giorno dopo giorno e i posti letto nuovamente sottratti all’assistenza ordinaria.

Cosa ne sarà ora del Policlinico? I programmi dovrebbero andare avanti comunque, il direttore generale facente funzioni Michele Ametta garantisce che non ci saranno contraccolpi nell’attività, anche se non nasconde le difficoltà di una gestione da rimodellare in ogni momento a causa dell’aumento dei contagi e dei ricoveri. Ma dopo i primi giorni di sbandamento e di incredulità per la vicenda giudiziaria, cominciano a venir fuori le prime reazioni del mondo imprenditoriale foggiano. L’arresto del manager promosso a pieni voti da tutti i governatori pugliesi che si sono succeduti negli ultimi vent’anni (Fitto, Vendola, Emiliano), suscita il commento di Paolo Telesforo, manager della sanità privata di lungo corso: «La sanità pugliese – dichiara al nostro blog – avrebbe bisogno di uno, cento, mille Dattoli. E’ il più bravo che c’è, perché non riconoscergli queste doti? Ma forse dico questo perché soffro di miopia… Spero di sbagliarmi, ma senza Dattoli temo che la sanità della nostra provincia non si riprenderà così facilmente. E lo dico con preoccupazione perchè una sanità pubblica forte fa una sanità privata altrettanto forte».

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