Se Stato e Chiesa guidano il riscatto, il saggio di Michele Di Bari

Stato e Chiesa, l’architrave della nostra civiltà, sono stati un efficace sostegno anche durante l’emergenza Covid. Parola del prefetto di Napoli, foggiano d’origine, Michele Di Bari, autore del saggio dal titolo “Libertà religiosa e pandemia” presentato nei giorni scorsi a Candela. «Un rapporto che si rigenera – la tesi dell’autore – insieme al servizio dell’uomo e della sua tutela. Nel saggio prendo spunto dagli articoli 7 e 8 della nostra Costituzione per affermare come le regole fra Stato e Chiesa disciplinate con i Patti Lateranensi e il ruolo svolto dalle Confessioni religiose nel nostro paese abbiano affermato la loro influenza benefica, quantomeno sui credenti, in un momento molto critico per la nostra civiltà minacciata da una pandemia di cui non si conosceva la fine e soprattutto le conseguenze nefaste sulla popolazione. Anche in un tempo così cupo è stato tutelato il diritto di culto, l’ecumenismo dei diritti di cui parlo nel testo risveglia il protagonismo alla vita pubblica che seppero dimostrare i cittadini anche in un momento così difficile per la nostra società».

Il saggio è stato presentato a Palazzo Padula nell’ambito del progetto “Candela Città che Legge”, finanziato dal Centro per il libro e la lettura e promosso dalla consigliera comunale delegata alla Cultura, Donata Melchionna. «Un saggio che rispecchia la preoccupazione di quei tempi – ha commentato il sindaco di Candela Nicola Gatta, presidente della Provincia di Foggia nel pieno della pandemia – ci trovammo ad applicare un’emergenza dopo l’altra così come veniva impartito a quel tempo dai Dpcm (decreto presidente consiglio dei ministri: ndr) a ripetizione che andavano applicati, ma soprattutto attentamente interpretati per evitare ulteriori disagi alla popolazione». Un’articolata disamina della ricerca di equilibrio tra l’esercizio della libertà religiosa e le misure adottate per la tutela della salute pubblica durante l’emergenza Covid, nel dibattito che ne è seguito moderato dal giornalista Piero Russo. «Ai tempi del Covid ci trovammo a mediare tra situazioni difficili – ha ricordato mons. Fabio Ciollaro, oggi vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano ma nei giorni dalla pandemia alla diocesi di Brindisi – fu strategica in tal senso proprio la collaborazione con il prefetto Di Bari, in quel periodo commissario capo del dipartimento immigrazione e libertà civili del ministero dell’interno, nonché presidente del comitato opere strategiche». «La fede riuscì a essere più forte – ha ricordato padre Michele Centola, parroco di Candela, che come tutti i sacerdoti fu da tramite tra istituzioni e fedeli – fummo guida spirituale e sostegno morale per tante persone che chiedevano una parola di conforto e di coraggio». 

 

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