Gli italiani dovrebbero rivolgere un sincero ringraziamento all’ex onorevole Ilona Staller, alias “Cicciolina”, per il suo sfogo ripetuto e un po’ petulante sul vitalizio perduto. Lo Stato patrigno e cialtrone, che molto dà e tanto toglie con eguale inespressiva disinvoltura, su questa storia ha infatti dato l’impressione di voler fare sul serio: i vitalizi tolti agli ex parlamentari sono in tutto 900 nel nostro paese. Un esercito di vecchi deputati e senatori, che intascavano soldi a sbafo degli italiani tutti, compresi quelli che non ce la fanno più a mettere insieme il pranzo con la cena e ne avrebbero di motivi per urlare la loro disapprovazione.
Anche la povera Ilona sarebbe nella loro stessa situazione, ma il suo disappunto è di verso contrario: i mille euro al mese di pensione non le bastano più per tirare a campare. E dunque vorrebbe indietro il vitalizio.
A pensarci bene il messaggio potrebbe essere equivocato: Staller paladina degli ultimi? Proprio no. Ma a settant’anni suonati, l’ex onorevole e pornostar fa sinceramente tenerezza vederla lamentare il suo malcontento per una decisione sia pure «ingiusta», a suo dire, ma assai impopolare da rivendicare. E infatti tutti gli altri 899 orfani di vitalizio, prudentemente tacciono. Ilona invece non teme le facili battute di noialtri che di fronte a certe esternazioni almeno possiamo prenderci la libertà di vomitare il nostro disgusto. Lo stesso accadde quando, qualche mese fa, sempre a causa del vitalizio perduto il giornalista ed ex parlamentare Paolo Guzzanti, dichiarò di ritrovarsi con «appena 14 euro» sul conto corrente.
Guzzanti faceva parte del cerchio magico berlusconiano, fu cronista di grido, non come l’ungherese tutta curve eletta alla Camera nel 1987 con il partito Radicale quasi in segno di uno sberleffo: per quel guascone di Marco Pannella la presenza di una pornostar tra gli scranni di Montecitorio doveva essere la pernacchia puntata in faccia alla seriosa politica nostrana dell’epoca. La provocazione in un certo senso anticipò gli arresti di Mani pulite (1992). Ma che l’oggetto della dissacrazione dell’onorevole-pornostar potesse trasmigrare quarant’anni dopo in un lancinante grido d’aiuto, non avrebbe potuto immaginarlo nemmeno il funambolico Giacinto “detto Marco”.
Ma niente paura, Ilona e tutti gli altri: i vitalizi sono già tornati al Senato nel 2023 (per i deputati eletti prima del 2012) e ora del ripristino se ne sta occupando anche la Camera. La legge che li cancellò risale al 2018, voluta dai 5 stelle della prima ora, governo Conte I. Solo una formazione anti-sistema, quali erano i grillini dell’epoca in effetti avrebbe potuto pensarci, ma poi anche loro sono andati via via omologandosi con la casta dei partiti. La Staller però giura che se riavrà il malloppo donerà «10 milioni in beneficenza» a sostegno degli ospedali italiani. Siamo sicuri che andrà così.
