E così l’«infedele», mal gliene incolse, fu ingannato dalla giovane fiamma. Effetti dell’amor liquido: il fedifrago, cinquantenne, agisce come solitamente accade in questi casi: gli piace un’altra, va avanti con le avance e… via, ottenuto l’ok dall’altra parte il gioco è fatto. Ma se sei famoso e ti capita di perdere la testa per gli occhi di una 23enne che di mestiere fa pure l’influencer (ma sarà davvero un mestiere?), può capitare che questa non corrisponda all’amor manifestato nelle modalità attese.
La vicenda Bova-Ceretti sembrava sulle prime un feuilleton anni Settanta che avrebbe avuto poco o nulla di interessante se non per lo spargimento di messaggini dal contenuto estremamente confidenziale scambiati tra i due e di cui purtroppo è stato inondato il web negli ultimi giorni, forse da mano terza: si indaga per tentativo di estorsione.
Storia di corna, d’accordo. Solo che questa volta ci sarebbe un particolare in più: la traditrice di riporto, la giovane modella sedotta dal grande attore, si sarebbe prestata al gioco del tradimento telematico fornendo, imprudentemente o forse no, informazioni su quella stessa storia spinta dall’entusiasmo per la relazione che avrebbe potuto procurarle fama e notorietà.
E così l’”innamorato pazzo”, come in quel celebre film con Adriano Celentano e Ornella Muti, si è ritrovato a dover denunciare tutto alla Polizia postale per il dileggio subito. Dovevano essere innocenti messaggini intimi, scambiati tra due innamorati, sorta di “emoticon” di una volta destinati a finire lì. E invece il povero Bova si è ritrovato con un plotone di esecuzione addosso, perché i “leoni da tastiera” non vanno mai in ferie ed anche questa volta hanno picchiato giù duro le adolescenziali pulsioni del grande attore.
Forse un ricatto in piena regola, forse un’imprudenza pagata a caro prezzo: le indagini sono apertissime. Ma in questa vicenda colpisce la differenza abissale che c’è ormai tra «noi» e «loro». Dove «noi» siamo tutti coloro, già più in avanti con l’età, che ancora ci illudiamo di poter declinare questo mondo secondo gli usi e le consuetudini del tempo che fu. E «loro», i ventenni e i trentenni di oggi, abituati a dialogare con gli algoritmi, a mandarsi una faccina sul cellulare piuttosto che ad alzare il telefono.
Ci avete fatto caso? I ragazzi di oggi non chiamano, né rispondono più. Anche su storie d’amore i conti non tornano più: provarci con una ventenne forse ancora si può, ma non illudiamoci di aver fatto colpo.
