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Rivediamo il buio e torneremo a illuminarci

Si è conclusa a Foggia un’edizione del “TedX” monumentale. Spieghiamo subito di cosa si tratta: TED, dall’acronimo di Technology, Entertainment, Design è un’organizzazione no-profit il cui obiettivo è la condivisione di idee di valore, sintetizzato nel motto “Ideas worth spreading”, idee che vale la pena diffondere. 

Ebbene le idee “foggiane” possono lasciare il segno. Non rischiamo di eccedere con gli aggettivi: quando si affrontano ragionamenti pacati e riflessioni profonde, come nello spirito di queste maratone oratorie, argomenti come lo «star bene», I care, nella dizione anglofona scelta quest’anno, inevitabile chiedersi se sia un teatro o una maratona il luogo o la formula giusta per guardarsi dentro. 

Ma se poi la curiosità prevale e la platea del “Giordano” si riempie, com’è accaduto a Foggia, allora capisci che c’è una gran voglia tra la gente di tornare a fermarsi semplicemente per capire dove stiamo andando, cercare equilibri interiori, provare a darsi risposte nei mutamenti del nostro vivere. 

Prendiamo, ad esempio, l’argomento proposto da Stefano Giovanardi, astronomo e comunicatore scientifico, che ci invita a interrogarci sul buio: «Esiste ancora? E dov’è finita la nostra ombra di notte? Scomparsa: dilaga nelle nostre città l’illuminazione artificiale. Non vediamo più la via Lattea». E ciò comporta due ordini di problemi, il primo più materiale: «Il 30% della nostra bolletta si brucia con questo inutile costo». Il secondo: «Stiamo rinunciando alle nostre radici celesti. Siamo preda di un inquinamento luminoso. Nell’oscurità torneremo a vivere il cielo, ci divertiremo a scoprire gli astri. E’ un gesto terapeutico».

Giuseppe Grezzi, lucano di Latronico ed ex vice sindaco di Valencia, è tra gli ideatori e artefici della magnifica viabilità pedonale e della ciclovia della città spagnola: «I cittadini si riappropriano dei propri spazi, vivono una nuova municipalità legata a gesti più semplici e a un’organizzazione sociale nuova. Ci siamo ispirati alle grandi città d’Europa che hanno adottato questo modello riuscendo a conciliare più interessi. Ci siamo riusciti, ma l’esperimento continua. Se in Italia tutto ciò è possibile? Esistono esempi virtuosi, ma noi in Spagna abbiamo legato la tempistica dei lavori a scadenze definite. Solo in un caso abbiamo allungato di tre mesi uno dei cantieri. Doveroso dar risposte certe e coerenti».

Simona Molinari, cantautrice jazz tra le più apprezzate in circolazione, ha messo a nudo le sue introspezioni psicologiche invitando a scavare nell’io di ognuno che, se sollecitato, riserva sempre le risposte che noi cerchiamo. E’ il suo «curare l’anima», la predisposizione al cambiamento nella nostra dimensione: «Illuminiamo il nostro metro quadro di superficie e avremo dato il nostro contributo al miglioramento delle nostre vite e, più in generale, della società che ci gira intorno». 

Curare se stessi è anche un escamotage per spendere il proprio denaro: «Spendere soldi per se stessi non aumenta la felicità, come il denaro che viene donato», la tesi di Fosca D’incau, esperto di inclusione economica che riferisce i contenuti di uno studio. «Dare un senso del proprio lavoro significa anche questo, valorizzare l’economia della cura».

Ma la cura «non s’impone, è maieutica come dice Socrate», sembra quasi ammonire lo speaker Tommaso Scalzi con il suo “come possiamo crescere”. La sua frase cult: «Siamo tutti deboli anche se sorridiamo nelle foto. Siamo liberi, ci rendiamo tutti uguali perchè vogliamo essere accettati, non riconosciuti. Siamo vulnerabili: ma la vulnerabilità crea fessure e tra le fessure s’infila la luce». 

«Questa edizione l’abbiamo ideata nel tentativo di tirar fuori un concetto di libertà e il bisogno di esserci che stiamo smarrendo nel nostro quotidiano. Ora ci auguriamo che questa esperienza continui, si perpetui nelle nostre attività e nella realtà in cui viviamo. La risposta del pubblico ci lascia ben sperare», commenta Beppe Di Brisco licenziatario del TedX di Foggia che ha organizzato in città un evento che mancava dal 2019 insieme a una schiera  di volontari (Elena Nigro, Chiara Sciannamè, Floridiana Ventrella, Werther Di Gianni, Gianfranco Del Vicario, Mario Zagaria, Walter Diga, citiamo tra gli altri). Una squadra, fra speaker e dietro le quinte, guidata a sua volta dalla presentazione leggera e arguta di Arianna Porcelli Safonov, scrittrice, attrice e performer, che ha introdotto gli speaker non rinunciando all’ironia e alla sagacia interpretativa dei racconti da introdurre. 

Foggia dovrebbe organizzare anche il TedX 2026, la promessa degli organizzatori. Per il momento congediamo con un applauso ideale gli speaker dell’edizione 2025: Sergio Bellotti (batterista), Alessandra Chillemi (atleta di breaking), Fosca D’Incau (inclusione economica), Stefano Giovanardi (astronomo), Giuseppe Grezzi (esperto di mobilità sostenibile), Loris Lombardo (handpan player), Elisa Maiettini (ricercatrice software AI), Giorgia Malandrino (Geoidentity Onu), Nicolò Mirra (content creator), Simona Molinari (cantautrice), Teresa Niccoli (Istitute of Healthy ageing), Erica Occhionero (ballerina aerea), Tommaso Scalzi (head of public Affairs).

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