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La Sinistra non si sporca mai le mani

C’era una volta la Sinistra, quella che parlava al popolo e sapeva di cosa parlava. Oggi invece il PD di Elly Schlein, nell’intento di abbracciare un po’ tutto il magmatico elettorato di riferimento, spara nel mucchio senza prenderci nemmeno un po’. La critica al governo che riduce l’aliquota della tassazione «ai più ricchi» è un boomerang dal doppio ritorno: va a colpire le famiglie con reddito mensile medio tendente al basso (2200/2500 euro netti), ma soprattutto indispettisce molti elettori di questa fascia che non votano centrodestra. Se non stiamo su Scherzi a parte, poco ci manca.
E’ dura fare politica al tempo dei social. Se la gente avesse il tempo di soffermarsi su certe dichiarazioni di questo o di quell’altro, dovrebbe sempre inquadrare in un’ottica sfrenatamente propagandistica certe affermazioni per non farsi ingannare. Accade dalla notte dei tempi, ma una volta la campagna elettorale aveva un inizio e una fine. Oggi invece si lavora già alle Politiche del 2027. E se la presidente del Consiglio non perde occasione di trasformare ogni intervento in un comizio, tutti gli altri (da Salvini in giù), compresa l’opposizione sono costretti a rincorrere.

Così nella necessità di dare una risposta a tutto quel che di peggio fa il governo, il Pd dalle felpe in cachemire deve rispondere facendo attenzione a modulare il suo linguaggio in chiave “di sinistra”. Ma qual è la sinistra oggi? Non quella che ci consegnano alcuni sbiaditi ricordi, se pensiamo che oggi la famiglia del ceto medio-basso (specie al Sud) si mantiene con stipendi da cassintegrati, ma non rinuncia alle spese voluttuarie: provate a chiedere quante siano le rinunce a banchetti e feste varie, dopo l’aumento dell’aliquota sulla tassazione.

Se la gran parte degli operai oggi vota a destra e soprattutto Lega,  la sinistra per restare nel suo brodo di coltura dovrebbe contendere agli usurpatori il suo vecchio elettorato e magari andare a pescare nei bassifondi della nostra società. Il senso del frettoloso messaggio di Schlein sfiora appena il problema: se la sinistra vuol occuparsi dei più poveri allora cominci da quelli che vivono sotto la soglia di povertà e sanno di essere abbandonati da tutti. Portare a votare questo tipo di elettorato sarebbe una grande vittoria per la vecchia sinistra. Ma dubitiamo che il Pd e gli ultraortodossi (a parole) di Avs vogliano sporcarsi le mani fino a questo  punto. 

E allora capita che nella frenesia generale possa scappare una boiata pazzesca come quella del taglio dell’aliquota, forse la misura più sensata e effettivamente percepibile dall’elettorato medio perché incide sulla vita di tutti i giorni delle famiglie. 

Perciò non si allarmi più di tanto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che si è sentito «massacrato» dopo l’ultima intemerata dell’opposizione. Solo «chiacchiere e distintivo» diceva il giovane Noodles nella New York degli anni Trenta al poliziotto che voleva multarlo in “C’era una volta in America”. Quella memorabile scena del poliziotto corrotto che fa la voce grossa con i due ladruncoli, resta il riferimento più efficace per indicare chi accampa una credibilità di cui non dispone. E non è un bel segnale.   

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