Domenico

Il dolore di una madre

Si dice che quando veniamo al mondo, il destino ci tenga già puntati. Si racconta pure che lungo il percorso della vita, lui non smetta mai di seguirci pedissequamente: e che noi talvolta si giochi con lui una specie di gara a nascondino. I più lesti sarebbero pure in grado di anticiparne le mosse, ma difficilmente potrebbero mutare la direzione del suo passo alle nostre calcagna. 

Nel caso del piccolo Domenico forse siamo di fronte al destino più ineluttabile che si ricordi. Una porta sprangata a doppia mandata di fronte a una soluzione che appariva già pronta. Pensate a come può averla vissuta la sua famiglia e la mamma Patrizia, incredula e sconvolta mentre stringeva la manina di quel figlio fino all’ultimo istante. 

Un bimbo venuto al mondo con una malformazione cardiaca, tanto da dover fare ricorso al trapianto a soli 2 anni. Ma che il cuore “nuovo” aveva restituito alla concreta speranza della sopravvivenza. Tutto perciò sembrava incanalato per il verso giusto, l’équipe medica aveva già espiantato il vecchio organo per quello sostitutivo pronto per il nuovo impianto. Ma l’invisibile compagno di viaggio di Domenico aveva in serbo per lui un altro tipo di finale. 

Si è parlato di “cuore bruciato”, ovvero di un ossimoro: l’organo (sano) sottoposto inavvertitamente a congelamento durante il trasporto in un involucro non idoneo, a quanto trapela, ridotto così dalla presenza di ghiaccio secco all’interno. E qui passiamo dalla pervicace volontà del Fato – che in casi come questi un ruolo lo recita comunque – alla inevitabile puntigliosità della cronaca. 

Un’inchiesta forse arriverà a capo della faccenda. Ma se l’accertamento della verità non potrà restituire Domenico alla sua famiglia, il caso andrà esaminato con attenzione perché non lasci in ognuno di noi una sensazione di impotenza e di rassegnazione che certamente non può essere spiegata con il destino cinico e baro.

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sull’involucro inidoneo utilizzato per prelevare e custodire il cuore a temperatura controllata. Se c’è stata negligenza, l’individuazione dei responsabili (sei gli indagati) aiuterà a far luce sui retroscena nascosti di questo brutto affare. Già qualcuno tra i medici coinvolti avrebbe fatto cenno a situazioni inconfessabili che starebbero a monte di quanto accaduto.

Fa niente se la storia tragica e dai contenuti onirici di Domenico travalicherà i confini del mistico, dove magari la vorremmo per non inflazionarne l’esito drammatico e imperscrutabile. Una vicenda che invece andrà a sbattere sulla dura realtà di un mondo di stucchevoli convenzioni e inadempienze. Se il destino non ha pietà e forse si diverte anche un po’ con la sua sadica roulette russa, il tasso di banalità dell’uomo non prevede cambi di programma.  

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