Primo Maggio

Sono tutti esibizionisti

E’ solo un atto di esibizionismo riferirsi alla Liberazione, ai temi della Resistenza e annesse conseguenze. Chi toglie “Partigiano” dal testo di Bella Ciao al concertone del Primo Maggio, chi la canta in Parlamento, chi espelle la Brigata ebraica dal corteo dell’Anpi, chi spara pallini sugli ignari manifestanti. Uno sfoggio di muscoli, retorica e molta stupidità più che l’esigenza di consolidare o contrastare un ricordo.

Perchè di un ricordo si tratta: commemorare per non dimenticare. Ricordare ai posteri cosa è accaduto nell’Europa di Hitler dovrebbe essere un atto di responsabilità umana e sociale, al bando di tutte le correnti. E invece lo scontro resta acceso sui repubblichini di Salò, s’infiamma sul busto fascista nel salotto del presidente del Senato La Russa (il principe degli esibizionisti).

Che anche frange del centrosinistra siano finite nell’imbuto dell’invettiva rivela a che punto siamo della notte. L’espulsione della Brigata ebraica dal corteo dell’Anpi è un gesto cattivo e insensato, un autogol sulla memoria. Proprio da parte di chi ritiene di essere custode di quei valori e sente di doverli rappresentare nelle manifestazioni pubbliche del 25 Aprile e non solo.

Quando la politica sconfina nell’odio, non può essere mai politica vera. Sono solo affronti e confronti tra ultrà, non meritevoli di ascolto anche se si parla solo di questo. Nel vociare dei nostri tempi servirebbe che qualcuno imponesse con la forza e la strafottenza di un Trump, il richiamo alla tradizione di un certo mondo antico: dove pure ci si scontrava e si sparava, ma al fondo delle cose resta il regime democratico che ci è stato consegnato.

Forse non bastano più nemmeno le parole del capo dello Stato, per rimettere almeno ordine tra ricostruzioni fantasiose e omissive di un’epoca già consegnata alla storia. Non sono nemmeno urla nel deserto quelle di Mattarella, ma un ronzìo che infastidisce persino le alte cariche dello Stato che presiedono con lui alle celebrazioni della Repubblica. 

E pensare che in tutto questo, tra i giovani, si levi una flebile voce di dissenso a tutto ciò lascia sorpresi, un po’ confusi. Forse la vera ragione per continuare a credere che alla fine i violenti, i neghittosi, gli agnostici sui valori della nostra Resistenza “no pàsaran”.  

Tag: Nessun tag

I commenti sono chiusi.