C’è una linea rossa fra dovere e menefreghismo. Una linea sempre più marcata. Lo spunto lo fornisce il caso dell’incidente in cui ha perso la vita l’agente della Municipale milanese, Francesco Imprezzabile, 39 anni, lanciato nell’inseguimento di un Suv che non si è fermato all’alt. L’agente ha subito inforcato la moto d’ordinanza mettendosi all’inseguimento del conducente, un cittadino albanese si saprà più tardi.
Le indagini stabiliranno se il mezzo abbia speronato la moto, facendolo finire in un dirupo dove è stato trovato il corpo insieme alla moto accartocciata.
Se il giovane agente non fosse stato spinto dal dovere di sanzionare l’auto in fuga, oggi probabilmente avrebbe salva la vita. E’ il pensiero, inconfessabile, di molti di noi dopo aver letto la notizia. Ormai il mondo dei social ci ha abituati ad andar dietro alle immagini “spot”, scrolliamo immediatamente il nostro smartphone se la cronaca non ci fornisce spunti pruriginosi oppure non c’è niente che possa interessarci.
La morte di un giovane agente intento a fare il suo dovere, ci emoziona sul momento ma ecco scattare subito il pensiero trasversale: per non correre dietro l’auto in fuga, in una strada buia e impervia, avrebbe potuto evitare di abbandonare il posto di blocco, oppure chiamare rinforzi prima di lanciarsi sull’auto in fuga. Di giustificazioni per non fare ciò per cui si è pagati è purtroppo piena la nostra italietta.
Così a morire sono sempre i più generosi, gli idealisti del “fare”. Succede regolarmente all’Ilva di Taranto, in quella fabbrica di trappole dove un passo sbagliato può essere fatale. Succede sul lavoro più in generale: il muletto che si ribalta, la scossa elettrica.
C’è un’Italia che si sbraccia e che non teme il pericolo, pur di fare il proprio dovere. E c’è pure un’altra Italia, più cinica e disinvolta di fronte a certi temi, che pensa innanzitutto a come aggirare l’ostacolo. Come dar torto ai secondi, se le conseguenze sono quelle sotto gli occhi di tutti?
Per questo la linea rossa fra il dovere e la facoltà di fare o meno qualcosa diventa sempre più spessa. Così l’esempio del vigile Imprezzabile, che a futura memoria verrà ricordato doverosamente dal Capo dello Stato per il grande significato morale del suo gesto, nella vita di tutti i giorni diventa una ragione in più per starsene alla larga da certi rischi. Un “l’hai visto che significa?” pronto all’uso e che cela la natura sempre più cinica e miserabile specie dei leoni da tastiera.
Il cambio di paradigma da cosa è giusto fare e cosa non si può, minaccia la cultura e il senso civico dell’uomo moderno, speriamo con effetti meno devastanti sulle future generazioni.
