Migrants wait in Cala Pisana to be transferred to other places from the island of Lampedusa, southern Italy, 15 September 2023. A record number of migrants and refugees have arrived on the Italian island of Lampedusa in recent days. Lampedusa's city council declared a state of emergency on 13 September evening after a 48-hour continuous influx of migrants.
ANSA/CIRO FUSCO

L’immigrato spagnolo

Sarà pure un falso mito, quello secondo cui gli immigrati pagano la pensione a un certo numero di italiani. Ma è vero il seguito del racconto: una presenza maggiore di immigrati regolari, aiuta l’economia a crescere di più. La Spagna, sbattuta in questi giorni in prima pagina per l’assalto al protettorato di Ceuta (Marocco), ha visto nel 2025 l’economia salire al 2,5% rispetto all’1,5 della media europea. E parliamo di una tendenza stabile dal 2022.  Forse perchè nel paese dei matador hanno compreso che c’è convenienza ad allargare lo stato sociale?

Sarebbe il caso di pensarci un attimo anche in Italia. Madrid ospita su suolo patrio circa 10 milioni di cittadini immigrati o di nati in Spagna da genitori migranti, un quarto della popolazione nazionale che si attesta sui 39 milioni. 

Se il tema dell’immigrazione non avesse i paraocchi della propaganda politica, molti tabù cadrebbero come d’incanto. Dopotutto la destra, per l’uso strumentale che impone su certi argomenti, lascia sempre più intendere di essersi a suo tempo appropriata del tema “caccia all’immigrato” perchè non c’erano altri vuoti da colmare. E da quando è stato scovato un importante tornaconto elettorale – a furia di rincorrere la paura, spesso cieca, dell’opinione pubblica – chi li smuove più? 

La presunta invasione di Ceuta è un caso emblematico. Il 98% dei migranti che ha oltrepassato il confine dal Marocco, nel giro di dieci ore è tornato indietro. Mettere piede a Ceuta significa entrare in Europa, anche se lo stretto di Gibilterra complicherebbe la traversata. E infatti Bruxelles non ha alzato barricate, fatta eccezione per l’Italia che ha deciso di chiudere Schengen.

Facciamocene una ragione: in vista delle prossime Politiche del 2027, in Italia si parlerà solo di questo. Non solo di Ceuta, naturalmente, ma la clava dell’immigrato violento e scansafatiche sarà impugnata ogni volta che se ne presenterà l’occasione. A destra c’è un Vannacci da anestetizzare, anche con anticipi a gamba tesa sull’avversario, se serve, proprio come ha fatto la Meloni chiudendo «temporaneamente» i varchi della libera circolazione comunitaria. 

Anticipare l’ex generale sul suo cavallo di battaglia, ora che Futuro nazionale corre verso il 7% di potenziali elettori, sarà fondamentale per non farsi soffiare voti. La Lega di Salvini è già stata dissanguata dall’ex generale, ora potrebbe toccare al partito della premier perdere consensi. 

Dal canto suo Futuro nazionale assume toni sempre più oltranzisti e da corrida, a furia di urlare alla pancia della popolazione. Che per il momento risponde e premia l’europarlamentare nelle intenzioni di voto, ma siamo davvero sicuri che quelle urla monocorde e certe espressioni truci, contro la minaccia di un’invasione sempre dietro l’angolo, non finiscano per stancare anche i più fanatici?

La speranza è che l’elettore moderato si rimetta in gioco, riordini ne idee e, quando sarà, si presenti alle urne. Se almeno un 10% degli astenuti decidesse di tornare a votare, probabilmente ne vedremmo delle belle. Ma come farglielo capire al partito del non voto che c’è bisogno di loro per far rinsavire i partiti veri? 

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