Voli record da Foggia, ma ancora senza turisti

Zeppo come un uovo il volo Foggia-Milano Linate anche nell’ultimo fine settimana. Ma chi parte da Foggia? Molti viaggiatori «business», tantissimi emigrati di ritorno, pochi turisti e qui forse c’è qualcosa che non quadra. La rotta è quella giusta, la destinazione Milano city raggiungibile in meno di 15’ di metropolitana dallo scalo Forlanini, ha tirato fuori dal cilindro una clientela rimasta per tutti questi anni in sonno e che quasi quasi non vedeva l’ora che arrivasse il volo diretto con la capitale lombarda, a giudicare dalla capienza media di riempimento (60%) su ogni volo. Il Foggia-Linate sembra dunque in grado di poter mandare in soffitta l’eterno dilemma sulla rinascita del «Gino Lisa»: quel volo potrebbe essere il traino anche delle altre tratte, Foggia-Torino e Foggia-Bergamo Orio al Serio. La scommessa è aperta.

Quanto all’estrazione dei passeggeri che viaggiano sull’Embraer della Lumiwings non ci sono indagini di mercato. Gli unici riscontri sul flusso di frequentatori dello scalo foggiano derivano dalle risposte fornite dai passeggeri in aerostazione agli attivisti di Mondo Gino Lisa, l’associazione che tiene aperto il collegamento con il territorio. Alle domande degli intervistatori rispondono in gran parte foggiani, com’è ovvio, ma anche parecchi  residenti nei comuni dell’hinterland (anche di fuori regione), dato che conferma il livello di espansione dell’utenza sul territorio. Rilevante infine il tasso di lavoratori emigrati da anni al Nord che trovano nel volo diretto il modo più immediato e forse insperato (a costi paragonabili a quelli del treno) per tornare a casa più di frequente. Manca però quasi del tutto la voce «turismo» tra gli utilizzatori dello scalo di viale degli Aviatori  ed è forse questo l’aspetto più interessante ora da indagare.

Cosa ne sarebbe della ripresa del Gino Lisa se lo scalo cresciuto percentualmente di più in Puglia negli ultimi tre mesi (16%) venisse utilizzato anche dai vacanzieri sul Gargano? In fondo non è un paradosso che la provincia più turistica della Puglia, quanto a presenze annuali (oltre 3 milioni), non abbia una più spiccata vocazione turistica?.

E’ uno dei primi argomenti di cui potrebbe occuparsi il neopresidente della Camera di commercio, Pino Di Carlo. Ma con un’avvertenza d’obbligo: bisognerà fare attenzione ai conteggi sull’affluenza passeggeri, questione cruciale per Aeroporti di Puglia. Il Gino Lisa può ancora crescere nei prossimi anni, ma sotto la soglia dei 200mila passeggeri per poter utilizzare i fondi del Sieg. Con i finanziamenti pubblici dei Servizi economico generali, come si ricorderà, la Regione  conta di ricostruire la nuova aerostazione, rifare i piazzali, edificare la nuova caserma dei vigili del Fuoco il tutto alla “modica” cifra di 30 milioni interamente a carico dei finanziamenti di supporto alle aree per così dire periferiche, non adeguatamente servite sul piano dei collegamenti, aerei nella fattispecie. Un limite dunque da non valicare, i 200mila passeggeri. Ma non si corre il rischio così di mettere la “mordacchia” alle ambizioni del traffico aereo in Capitanata? Lo pensano in molti. Ma per il momento siamo ancora lontani dalla soglia fatidica: grazie all’accelerazione dei voli su Linate a fine anno Foggia potrebbe migliorare il dato passeggeri di un anno fa (50mila), ma saremmo ancora ampiamente sotto quota 100mila. La sfida dunque qual è: agganciare anche il turismo ai collegamenti dal Gino Lisa, servirebbe per aprire un flusso e un canale di mercato. Nel frattempo il Sieg passerà (servono otto anni), i cantieri apriranno e i lavori si completeranno.

La Camera di commercio proverà a forzare questa porta: è la partita che si giocherà nei prossimi mesi fra Aeroporti di Puglia e gli albergatori del Gargano. Con la novità che l’ente camerale, appena rinnovato, possa recitare un ruolo più politico sulla questione.  

 

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